venerdì 22 ottobre 2021

ORACOLO DEL KIN 52 UMANO GIALLO COSMICO, SI CHIUDE L'ONDA INCANTATA DEL ...

giovedì 21 ottobre 2021

ORACOLO DEL KIN 51 SCIMMIA BLU CRISTALLO P.A.G.

IL RICORDO DI ARTURO - PROLOGO DELLA SONDA DI ARTURO di José Arguelles

 La Sonda di Arturo è uno dei libri di José Arguelles più impattanti che io abbia mai letto. Finora non è mai stato pubblicato in italiano ed è mia premura, per le preziose informazioni che contiene rispetto alla storia del nostro sistema solare e della funzione dei Viaggiatori del Tempo che si sono incarnati sul pianeta Terra, che sembra trovare nella nostra epoca attuale un senso molto più profondo di quanto si possa pensare. Questo il Prologo, corretto e rivisto da me. Buona lettura!



Il Ricordo di Arturo:
Una Proiezione nella Rete della Terra Cristallo

Alza Arturo in equilibrio la sua lancia al mattino e alla sera
Hafiz, Allo Shah

Puoi tu guidare Arturo con i suoi figli?
Giobbe 32:8



CHIAMATO DAI CINESI TA KIO, il Grande Corno, Arturo fu tenuto in alta considerazione quanto il "palazzo dell'imperatore", corrispondente alla Città Perduta o porpora di Pechino, la capitale Nord della Grande Cina. Questo offre un importante indizio riguardo all'influenza e al ruolo critico che Arturo gioca nell'evoluzione di questo pianeta  e dell’intero sistema solare di cui la Terra non è che un membro.
Arturo, "Guardiano dell'Orsa", a causa della sua relazione con l'Orsa Maggiore, è il nome dato al sistema stellare situato a circa 37 anni luce dal nostro, che include perlomeno una mezza dozzina di corpi planetari. Pertanto, Arturo è molto più grande e molto più vecchio della nostra stessa stella e del suo sistema. Per inciso, gli Arturiani si riferiscono alla nostra stella con il nome Velatropa 24, e al nostro pianeta come Velatropa 24.3.
Il coinvolgimento arturiano con il nostro sistema stellare cominciò 3 milioni di anni fa, quando una colonia dello spazio, una stazione galattica intermedia, si stabilì su Velatropa 24.4, altrimenti conosciuto come Marte. In  quell’epoca, V.24.4 stava attraversando un ciclo di grande calore, con abbondante atmosfera, oceani, fiumi e verdi masse di terra. La colonia marziana rappresentava il primo grande esperimento arturiano fuori dal sistema stellare nativo. Inutile dire che i mezzi per raggiungere Marte, ed anche il modo in cui la vita veniva lì riprodotta, erano molto più avanzati rispetto a qualunque cosa che la maggior parte di noi sulla Terra potrebbe arrivare a sognare. Basti dire che Marte era considerato un luogo sperimentale estremamente appropriato perché, a parte la vegetazione e i microorganismi, non c’erano virtualmente forme di vita avanzata native del pianeta.
L'implementazione di forme di vita superiori era un compito da considerare attentamente: per prima cosa, bisognava ottenere letture adeguate dell'atmosfera del pianeta: la consistenza, la composizione chimica e l'adattabilità di esperienze di vita armoniche, congeniali. Poi, selezionare modelli genetici capaci di avanzare rapidamente, di modo che un processo che a volte richiede diversi miliardi di anni, potesse essere incapsulato in una formula che si potesse sviluppare in soli 30 o 40.000 anni.
Con i suoi cicli caldi di 40.000 anni, Marte si offriva quale perfetta stazione sperimentale intermedia per un tale progetto. Se qualcosa fosse andato storto, perlomeno quelli del sistema di Arturo non ne sarebbero stati toccati, o almeno così  si pensava. Perché alcuni al comando del progetto marziano non avevano  considerato attentamente l'efficacia inesorabile del karma, la legge di causa ed effetto. Ma persino su Arturo a quel tempo, rari erano coloro che potevano ricordarsi di ciò che era successo 40.000 anni prima del momento-pensiero attuali.
E così, nel momento in cui strani fatti iniziarono a trapelare su Marte, V.24.4, pochi riconobbero sia lì che su Arturo, per quello che importa, le strane conseguenze dell’essersi dimenticati della reciproca esistenza.
Così si articola il racconto della stazione sperimentale intermedia arturiana V. 24.4, Marte.
Ecco esattamente come accadde: il Grande Oblio.
Due magnifici regni esistevano lì: Elysium e Atlantis. Elysium era governato dal polo nord  magnetico, e le sue trainanti costellazioni erano guidate dal retto Arturo; Atlantis era governata dal polo sud, sotto la direzione della lontana Antares.
Mentre Atlantide somigliava ad una tiara di smeraldi che scintillavano brillanti fluttuando sulle creste schiumose del Mare delle Sirene, Elysium, con i suoi azzurri canali di irrigazione che creavano oblique linee cellulari all’interno di un grande canale circolare di navigazione, era situato ad ovest di Amazonis e Mesogea, e a nord della selvaggia Zephyra, da dove provenivano i monsoni estivi.
Più in là di Zephyra, verso il lontano sud, si estendevano le grandi acque tropicali del  Mare delle Sirene, le cui misteriose brezze trasportavano segnali e armonici sussurri dalle turbolente isole-torri di Atlantis.
Ora, in quel tempo, quando Marte venne perfettamente addomesticato e sistematizzato dall'esperimento arturiano, presentandosi al sistema solare Velatropa come un brillante esempio delle possibilità di forme di vita maggiormente evolute, accadde che i marziani - che non si consideravano più un prodotto dell'esperimento arturiano - si ritennero sufficientemente potenti da controllare la forza cosmica stessa che li  aveva posti in essere. Ovviamente se non avessero dimenticato di essere il felice risultato di un esperimento arturiano, e se gli arturiani non avessero dimenticato quel lodevole esperimento - poiché questo è ciò che effettivamente accadde sul retto Arturo - niente di tutto questo sarebbe successo. Ma adesso ciò sarà raccontato.
Quel che accadde su Marte neanche i marziani avrebbero potuto controllarlo, poiché in realtà fu una conseguenza delle differenze esistenti tra Arturo, la connessione di Iperborea, e la connessione di Iperaustralia, Antares - il Drago  Azzurro dei Cinesi, chiamato da Tolomeo il 'Rivale di Marte', a noi così prossimo nella costellazione dello Scorpione.
Per quanto fossero stati gli arturiani a seminare originariamente la vita su V. 24.4, Marte, quelli di Antares non stabilirono una comunicazione con la colonia marziana se non dopo circa 30.000 anni da che era iniziato l'esperimento. Naturalmente la connessione di Antares era predominante nell'emisfero sud, mentre l'influenza di Arturo finì gradualmente per concentrarsi, involontariamente ed inconsciamente, nell'emisfero nord. Quindi ci fu il tempo del passaggio critico, 40.000 anni dopo l'esordio dell'esperimento. Coloro che - sia su Arturo che su Antares - avrebbero potuto sapere di cosa si trattava, si erano addormentati sul pannello di controllo. Malgrado la Grande Amnesia, Elysium, con i suoi giardini pensili e le sue torri piramidali completamente incastonate di cristalli, arrivò ad essere conosciuta come la sede dell'Ordine Iperboreale della Bandiera Arturiana, e Atlantis, con le sue parabole scintillanti di cristallo che giravano molto lentamente nel paradisiaco Mare delle Sirene, era conosciuta in tutto Marte come la sede dell'Ordine Iperaustrale della Bandiera di Antares.
Che ci si trovasse a Moab o nell’Eden, a Thamasia o a Thyle, si conoscevano e si cantavano i versi:

Posta come un gioiello nel Mare delle Sirene   Atlantis guidata da Antares Cavalca onde di cristallo Che fanno tremare il sole fiammeggiante; Elisyum, istruita da Arturo Inanellata  da brillanti lagune Soffia venti di luce di guarigione Attraverso Etiopia, Isis, e traboccanti campi arabi....

In verità, all'epoca in cui Elysium e Atlantis rivaleggiavano per il potere, erano virtualmente gli unici regni che restavano sullo sventurato Marte. Le rotte commerciali e i centri di potere di Elysium creavano una rete di risplendente cristallo che si estendeva a tutto il grande continente nord di Borea. Da Tharsis a Xanthe, Utopia e Ucronia, legioni di Boreani si dirigevano verso Elysium a rendere omaggio al Grande Ricettore di Cristallo situato sulla cima della Piramide Centrale al centro dei placidi Campi Elysiani.
Nel frattempo, a sud, da un lato all'altro del Grande Mare Australe, da Esperia, Trinacria, Cimmerium, ed ovviamente dalla magnifica Siren, navi con lussuose coperte, con le loro vele gonfie, e i loro obelischi di quarzo che scintillavano  sulla prua, si dirigevano verso l'orgogliosa Atlantis.
In questa tranquilla situazione nacquero due nefaste tendenze, che gettarono ombre sempre più grandi sui mari e sui campi di Marte spazzati dai venti. Verso nord si trovavano i Deserti Rossi in costante espansione, mentre verso sud c'erano le "pozze gialle", rivoli di acqua stagnante, in numero sempre più elevato.
Deserti così ardenti, che durante il giorno nessuna creatura ci si avventurava; così freddi di notte, che perfino le stelle sembravano congelarsi nella loro traiettoria.   E nelle zone marine, odori pestilenziali si elevavano in torbidi vapori gialli, a decretare morte sicura per chiunque vi si addentrasse. Per quanto fosse evidente per alcuni, che quelli fossero un processo naturale esteso a tutto il territorio marziano, altri individui dalla mente ristretta, vicini alle sedi centrali del potere, supposero che tali eventi fossero opera di agenti nefandi appartenenti all'opposizione. Ciò fu vero soprattutto ad Atlantis consacrata ad Antares, dove un inquietante livello di panico aveva cominciato ad insinuarsi in mezzo alla popolazione. La piaga del Mar Giallo, come era detta per i suoi perturbanti odori - secondo la voce prettamente corrente in Atlantis, che includeva lo stesso governatore - era una forma di guerra batteriologica diretta dagli Elysiani.
Il governatore, Lord Pelagus VII, insoddisfatto della propria incapacità di comprendere una tale minaccia per la sua persona e per il regno intero, si permise di venire sopraffatto dall'influenza di alcuni membri del suo consiglio privato, in particolare il Cancelliere dei Mari, Poseidonis Iambrichus, e la sua alleata, Lady Thalassa Chrysalis, Ministro della Floricultura. Per le informazioni segretamente rivelate loro da un Comandante del Consiglio della Trasformazione Molecolare del Cristallo - una nomina di recente stabilita dal Massimo Ordine dell'Artigianato e delle Comunicazioni - Lady Thalassa e Lord Poseidonis, conferirono con Pelagus VII.
E queste sono le informazioni ed il  consiglio che il duo impartì al Re.
Nel Mare Iperboreale, precisamente dalla parte della stazione di ricezione del Polo Nord, si trovava un laboratorio elysiano dove veniva impiantato un modulo particolarmente letale di radiazione cosmica dentro cellule create artificialmente. Una  volta che quei tessuti cellulari infetti crescendo diventavano organismi, essi venivano trasformati in una forma di trasduzione di calore cristallo che fondeva le cellule individuali con colonie di microbi cancerogeni. Le colonie venivano poi trafugate nei porti del sud, e depositate a caso su diverse rotte marittime per creare scompiglio nelle profondità delle acque di Atlantis.
Sconfortato e terrorizzato da una simile storia, Lord Pelagus VII chiese cosa si sarebbe potuto fare in proposito. I due cortigiani intriganti risposero che secondo le informazioni ricevute dal Comandante del Consiglio della Trasformazione Molecolare del Cristallo, si sarebbe potuto installare rapidamente un  sistema a raggi laser, in grado di smaterializzare il laboratorio e tutto quel che conteneva, con un solo raggio diretto con precisione.
E così cominciò il Grande Conflitto. In pochi mesi Stazioni Atlantidee di Trasformazione Molecolare, alcune persino poste a bordo di navi, altre trasportate a bordo di aerei, avevano cominciato a dirigere i raggi mortali verso i punti chiave del regno iperboreo di Elysium disseminata di piramidi. Sconvolto oltre ogni immaginazione, il gerarca di Elysium, Solis Solonis, purtroppo reagì precipitosamente, con profonda costernazione dei suoi principali ministri, che lo avevano con veemenza avvisato di quanto quella linea di condotta potesse peggiorare la situazione delle già deteriorate condizioni climatiche del pianeta.
Ciascun consiglio risultò tardivo in ogni caso. Nel giro di un anno dopo il devastante scoppio iniziale della guerriglia dei raggi cristallini, appariva sempre più chiaro che il deterioramento climatico del pianeta fosse irreversibile. A peggiorare le cose, il giorno dopo i festeggiamenti del solstizio, la grande montagna vulcanica Olympica, esplose con forza orrorifica, elevandosi per chilometri  nell'atmosfera marziana. Le regioni orientali della rigogliosa Amazonis finirono bruciate e inaridite, mentre i tremori del vulcano che si stava risvegliando erano così tremendi da scuotere i dischi di cristallo della lontana Atlantis a sud. Alcuni di essi precipitarono al suolo distruggendosi con effetti devastanti. Il panico e l'anarchia serpeggiarono tra gli atlantidei come una febbre virulenta. Gli oracoli uscirono a proclamare la sicura sventura su tutti gli abitanti del pianeta.
Tuttavia il colpo finale arrivò dal Grande Gelo prodotto dalla spessa nube vulcanica che ostacolava l'azione del Sole. Senza dubbio, se non fosse stato per quella nube, la fine sarebbe arrivata ancora prima, poiché l'intensità dell’esplosione dell'Olympica aveva prodotto un'enorme lacerazione nel già debole campo magnetico di Marte, una lacerazione che lasciò il pianeta indifeso contro l'impatto dei raggi cosmici e dei detriti. Si era già prodotto un forte aumento di piogge di meteoriti, ed erano cominciati a spuntare nuovi vulcani in  tutto il pianeta, in un modo così casuale da lasciare perplessi.
A quel punto il gruppo al comando di Atlantis aveva perso ogni traccia di civiltà.   Catturati da un’insana paura e dalla paranoia, essi decisero di infliggere un colpo finale al cuore stesso di Elysium, mettendo così fine per sempre a qualsiasi possibilità di ciò che i leader atlantidei denominavano ulteriori raid anti-insurrezionalisti e contrattacchi geomagnetici da parte di Elysium. In questo modo scatenarono l'arma definitiva: un dispositivo termonucleare che poteva essere detonato con un singolo raggio sottile quanto un capello dal mortale 'Dispositivo di Smaterializzazione e Trasformazione Molecolare'.
In pochi mesi, sotto ardenti cieli oscuri, mentre i venti portatori di polvere rossa ululavano attraverso le città di Elysium e Atlantis, non più grandiose, lo spaventoso piano atlantideo fu pronto per essere eseguito. Contrabbandato da una squadra di agenti doppiogiochisti, che fingevano di appartenere ad una commissione di interscambio per l'emergenza agricola, il Dispositivo per il Giorno-D, come venne chiamato, arrivò nell'ampio patio di Solis Solonis.
Nessuno pensò di perquisire i sei bauli della commissione di interscambio per l'emergenza agricola. Nè tantomeno l'interno della statua del dio messaggero Elysiano - Thotis, dalla testa di lucertola, un pezzo magnifico apparentemente intagliato da un raro tipo di nefrite in cui erano stati inseriti degli intagli di diaspro. Compiaciuto per un simile ossequio, Solis Solonis stesso lo pose sul Grande Altare davanti al Cristallo Maestro, una replica, così si diceva, dello Specchio di Cristallo portato dal grande                       dio antenato Arctur Arcturis.
Mentre il team di interscambio per l’emergenza agricola si incontrava con gli alti dignitari di Elysium, un piccolo ma molto preoccupato gruppo di Elysiani si riuniva per discutere su quanto sapevano sugli attuali eventi. Spinti da ciò che per loro sarebbe stato un sicuro disastro, si incontrarono con il proposito di stabilire quale sarebbe stato l’atteggiamento più proficuo da tenere di fronte ad un simile clima di imminente rovina. Nonostante avessero sentito voci su certi piani di sviluppo di un dispositivo termonucleare da parte degli Atlantidei, nessuno in quel gruppo aveva la benché minima nozione del fatto che il dispositivo fosse già arrivato nel nucleo intimo della corte di Elysium, collocato lì dallo stesso Re. Ancor meno, nessuno di quel gruppo sapeva che la combinazione di  paura e follia che irrigidiva la popolazione, tanto in Atlantis quanto in Elysium, i modelli climatici altamente inospitali che erano ormai la norma, e gli effetti delle testate di guerra e dei raggi cristallini della morte, avevano già escluso il pianeta Marte come base per un ulteriore sviluppo evolutivo.
Quel gruppo auto-selezionato di circa 40 membri si divise in due parti uguali che appoggiavano due diverse soluzioni. Il primo gruppo di 20 membri decise di onorare il Grande Pianeta mediante una forma concentrata di meditazione collettiva, al fine di creare un potere di pensiero per trasmettere tutto ciò che c’era mai stato di buono nella storia di Marte, sia da parte di Elysium che da parte di Atlantis, verso i campi di nubi e i banchi di vita del pianeta vicino, V.24.3, comunemente denominato il pianeta blu, per via del suo scintillante bagliore blu. In verità, era così rispettato il bagliore del pianeta blu, che era caratteristico, anche per il più modesto dei marziani, riferirsi orgogliosamente al fatto che nel proprio oroscopo quel pianeta - da  noi conosciuto come Terra - fosse ascendente.
Per facilitare la meditazione, quel gruppo, conosciuto come i Quieti di Quarzite, usava un singolo cristallo per focalizzare le proprie forme di pensiero e trasmetterle al pianeta blu. E continuarono a farlo fino al tumultuoso giorno in cui l'Esplosione della Morte sbaragliò la città di Elysium, ammutolendola per sempre e liberando un'onda di intensi cataclismi planetari che distrusse anche l'orgogliosa Atlantis, infine estinguendo così tutta la vita sullo sventurato Marte.
Ma prima che si stabilisse il definitivo silenzio sferzato di rosso acceso, l'altro gruppo, conosciuto come gli Attivisti Arturiani, mosse verso la parte più lontana ad est della città di Elysium e dalla cima delle piramidi che la circondavano, con laser di cristallo ben direzionati, incise sulla superficie della Mesa del Grande Fondatore un enorme ritratto del grande dio antenato, Arctur Arcturis in persona, con lo  sguardo verso il cielo in direzione del suo luogo di origine, Oh bell’Arturo perduto.
"Incenerito". Così il rapporto che arrivò al Comando Centrale Arturiano, quando furono analizzati i segnali radio cristallo informativi provenienti dal sistema di Velatropa. Un rapporto molto simile fu ricevuto da Antares.
Nel giro di pochi giorni fu emesso il Rapporto Informativo V.24.4. Venne chiamato Esperimento di Auto-Distruzione. Afflitti dalla vergogna e dall'orrore di aver abbandonato la cosa per così tanto tempo, gli Arturiani si videro spinti ad incominciare una massiccia revisione e riforma di tutte le Forze Galattiche impegnate in missioni di spedizione.
Infine, dopo un'analisi esaustiva che incluse la supervisione sia di V.24.4 che di V.24.3, conosciuti ora rispettivamente come il pianeta rosso e il pianeta blu, si decise che, per umile segno di rispetto per tutto quel che di buono e decente vi era   stato nell'esperimento marziano, il pianeta blu doveva essere sottoposto ad una supervisione molto più cautelata ed intelligente. Perché lì, a differenza di Marte, nel corso di migliaia di milioni di anni si era sviluppata naturalmente una grande varietà di forme di vita. Attraverso i loro ricettori intuitivi, le più avanzate entità del pianeta blu avevano ricevuto gli impianti di memoria marziano-elysiana-atlantidea-antareana e, bene o male, detti impianti si trovavano ora cristallizzati nell’intero sistema di recupero della memoria del pianeta blu. Solo per questa ragione tutto l'ulteriore sviluppo del pianeta blu meritava una continua supervisione da parte delle Missioni Arturiane.
Inoltre, i più alti consigli arturiani decisero che esperimenti così grossolanamente manipolativi, come quello di impiantare forme vitali complete su un pianeta inconsapevole di questo, così come si era fatto per Marte, dovevano essere sospesi a favore di mezzi più raffinati di monitoraggio, che fossero più ricettivi a livello sincronico. Tutto questo si apprese dall'Esperimento Antares, che si focalizzò puramente sui mezzi di comunicazione. I mezzi principali per realizzare un sistema luminoso di comunicazione più raffinato sarebbero stati la focalizzazione, l'amplificazione ed il settimo raggio, l’emanazione viola, guidata con intelligenza. In altre parole, quel raggio sarebbe stato selezionato quale mezzo di trasmissione per effettuare periodicamente comunicazioni verso il pianeta blu. In cambio, coloro che avrebbero ricevuto quel raggio, avrebbero potuto scambiare comunicazioni in maniera simile o quanto più simile possibile.
Come fatto di maggior rilevanza, fu previsto che le conseguenze karmiche dell'Esperimento Marziano si sarebbero manifestate nel pianeta blu in un punto non determinato del futuro, una sorta di “performance da ripetere”. Tutta l’attenzione degli Arturiani avrebbe dovuto concentrarsi su quel punto nel futuro, affinché, quando le condizioni per la performance da ripetere fossero maturate, gli agenti arturiani non sarebbero rimasti addormentati, ma sarebbero rimasti svegli, per così dire, presso le Stazioni Intermedie Cristallo del Comando Viola.
Questo in breve è il sommario delle informazioni, noto come Il Ricordo di Arturo. E’ chiamato Proiezione nella Rete della Terra Cristallo, perché è il risultato di un rilascio di memoria dell'impianto iniziale di meditazione, proiettato in una forma pensiero cristallina dal pianeta rosso al pianeta blu, e trasmesso tante vite fa. Leggilo, caro Terrestre, e pondera sulla crescente marea di eventi intorno a te. Non è troppo tardi per svegliarsi ulteriormente e ricordare.

IL RICORDO DI ARTURO

FINE DELLA TRASMISSIONE

6.13.84 LUNA PIENA 38 AH.

COMPILATO DALL'AGENTE PAN 24.



sabato 16 ottobre 2021

MEDITAZIONE DEL PONTE ARCOBALENO CIRCUMPOLARE, DOMENICA 17.10.2021 ORE 19,00 - GIORNO SILIO 28 DELLA TERZA LUNA, KIN 47

 

Nel Kin 47, Mano Blu Galattica, ci incontriamo via zoom per la Meditazione del Ponte Arcobaleno Circumplare, il grande esperimento telepatico lanciato nel 1996 da José Arguelles per aiutare gli umani a transitare dallo stato interiore biosferico a quello noosferico, unità con la mente planetaria. Ci ricordiamo di essere il Popolo di Pace dei Guerrieri Arcobaleno? Visualizzando insieme il Corpo di Luce della Terra attivato in tutta la sua bellezza, partecipiamo a rendere a rendere possibile una nuova visione di unità di mente e di cuore.

Per partecipare clicca QUI

Vi aspetto per le ore 19,00!